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Sai cosa diceva John Irving? Diceva che la memoria è un mostro, perché tu dimentichi, ma lei non lo fa mai: semplicemente, archivia le cose. Le conserva per te, o te le nasconde e le richiama, per fartele ricordare, a sua volontà. “Credi di avere una memoria, ma è lei che ha te”. All’inizio non ci crede mai nessuno, ho visto gente leggere questa frase e passare oltre, senza farci caso, come se non fosse importante. All’inizio non ci crede mai nessuno, perché le cose più vere si leggono durante il giorno e allora dirai, “MA che vuol dire?”. Vuol dire. Perché di giorno non ci fai caso alla vita, c’è troppo con cui distrarsi, ci sono gli impegni, i tuoi bisogni, il cellulare che squilla, gli amici che ti aspettano sotto casa, poi arriva la sera e arriva il turno dei bar con la gente che urla, le birre, le discoteche con la musica che assorda, le persone per le strade, la radio nella macchina e i finestrini abbassati che fanno entrare l’aria. Come dire, non c’è spazio per pensare. E se succede, se anche si dovesse aprire uno spiraglio, se anche dovesse succedere, ci metteresti poco a passare oltre. Tu leggila di notte una frase del genere. Vedi come cambierebbero le cose. Perché la notte non ha pietà con chi ama crogiolarsi nel ricordo, nelle cose passate. La notte è sempre dura per quelli a cui piace guardarsi indietro. E’ talmente difficile a volte che sembra di essere in apnea: improvvisamente, come onde, tutto torna in mente. I tuoi sbagli, i tuoi dolori, le facce di coloro che ti hanno abbandonato, tutte le ultime parole. Ti torna in mente chi non ti ha più richiamato, il modo forte in cui ti manca chi sai di non poter avere mai, le sere in cui sei stato felice, le volte in cui, “Non intendevo dire quello che ho detto”. Ti torna in mente l’amore. Le volte che avresti voluto essere abbracciato.
Di notte, torna la memoria, come se improvvisamente fossi capace di ricordarti tutto per filo e per segno. Torna come torna chi è arrabbiato con l’amore, chi ti ha abbandonato, solo per non farsi scordare mai. Torna la memoria e torni te, e non puoi addormentarti mai davvero, perché è sempre un continuo risveglio.

Guia Martinelli (via amoforteemale)

(via apensartimitremanoipolsi)

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Lo so che adesso ti sembrerà impossibile. Ma un giorno, e per “giorno” intendo un tempo indefinitivamente vicino, ti basterà una parola, o una frase, e riguarderai indietro a ciò che ne è stato di te e della tua adolescenza.

I ricordi si affolleranno nella tua mente per scorrere ad uno ad uno, come quando riguardi un cumulo di vecchie fotografie. E non un album fotografico.
Dico davvero, perché succederà come quando apri una scatola di vecchie foto e alcune ti cadono addosso, altre strabordano dai lati della scatola troppo stretta.

E tu li rivedrai con accuratezza, lieve nostalgia, saltandone alcuni, soffermandoti su altri. E rivedrai, e ricorderai.
Di tutte quelle volte che ti sei dovuta rialzare da sola, di tutte quelle volte che hai dovuto coprire le tue cicatrici interne, e ricacciare indietro le lacrime che ti si erano accumulate in gola, dietro gli occhi, dappertutto.
Di tutte quelle volte in cui ti sei sentita crollare, ma poi non sei più caduta, sostenendoti con le tue piccole braccia. Quanto eri fragile vero?
Ti vedi? Mentre piangevi per un’amica persa, per il tuo ragazzo che, stronzo com’era, ti ha tradito con un’altra. Come se fossi nulla, come se fossi polvere.
Invece no. Te ne sei resa conto adesso? Intendo, di quanto vali. Lo vedi tuo marito lì seduto accanto a te? Chissà se la conservi ancora la felpa che ti regalò al vostro primo appuntamento. Di certo conservi ancora il suo primo abbraccio incastrato tra le costole.
E tua mamma? Ma te la ricordi tua mamma quante cose ti ha proibito con sguardo contraddittorio? E tu quante volte hai desiderato fuggire di casa? Mollare tutto. Scuola, amici. Adesso tua mamma è una signora da abbracciare, a cui tenere compagnia, da amare con tutto il cuore. Da ringraziare per tutte quelle volte in cui ti ha protetto, mentre tu eri inconsapevole dell’amore che ti stava dando. Adesso non puoi più mollare tutto. Hai un lavoro, e a dire la verità, neanche hai voglia di lasciarlo. Ti fa sentire utile.
Aspetta, stanno suonando il campanello. Devi mollare un attimo i ricordi, vai ad aprire.

Oh, ma è lei. La tua migliore amica. Lei, che è rimasta nonostante tutto. La abbracci come nei vecchi tempi, e la fai accomodare nel soggiorno, invece che nella stanzetta.
Voglio dire, ma tu te la ricordi la tua vecchia stanzetta? A tratti sì, a tratti no. Tutte quelle fotografie che avevi incollato sul muro, quelle scritte sopra il letto che leggevi ad una ad una prima di andare a dormire.
Volevi dire tante cose al mondo, tu. Piccola com’eri. Volevi dire tante cose anche a te stessa.
Tu, ma proprio tu, che avevi paura di non riuscire ad andare avanti. Che c’erano momenti della tua vita in cui pensavi di lasciare tutto. Adesso guarda, fuori dalla finestra. Non ci pensi, a quanti tramonti hai vissuto? Come sono stati? E il bacio con il tuo vero amore.
Perdonami. Ma davvero volevi rinunciare a quelle corse per non perdere il pullman, ai lunghi discorsi con le amiche, a tutto quel tempo passato davanti allo specchio a non accettare niente di te stessa, e poi ti bastava un “sei bellissima” da una persona a cui tenevi, per stare bene. O quando un complimento non arrivava mai. E davvero volevi rinunciare all’emozione che hai provato quando hai trovato il tuo vero amore? Che hai pensato “È lui che cercavo. Nessuno mi potrà far del male ora che c’è lui.”
Sai che ti dico? Che forse a volte ti mancheranno anche, quelle interrogazioni, mentre mostri la tua pagella ai nipotini. Quelle chiacchierate prima di una verifica decisiva. A tutto ciò che dicevi contro i tuoi professori.

Adesso, qualcuno ti sta abbracciando da dietro. Ti giri ridendo. È tuo marito che è appena tornato dal lavoro, e ti saluta con un bacio in fronte. Lo sa lui, che ti sono sempre piaciuti, i baci sulla fronte. Ti fermi un attimo.

Tu volevi dire tante cose al mondo, adesso ne vorresti dire solo una. Vorresti parlare alla te del passato, dirle di rimanere forte, che tutto passerà. Ma non puoi.
Così vai nella cameretta di tua figlia, prendi un piccolo foglietto, mezzo strappato mezzo intatto e prendi una penna dal suo portapenne strapieno. E con la tua grafia disordinata, le scrivi:

"Vivi ogni attimo. Respira, perché a volte ti manca l’aria in questa vita di strepiti e confusione. Ascolta. Perché spesso in questo mondo si sente, ma non si ascolta mai. Parla, devi dire ciò che senti e ciò che provi. Esadisci i tuoi desideri, perché arriveranno momenti in cui non li desidererai più. Gioisci per le cose che ti piacciono. Devi fare ciò che ami, non ciò che gli altri vogliano che tu faccia. E devi essere come tu vuoi essere, non come ti vogliono gli altri.
Sei viva.
E allora vivi. Che ci saranno momenti che non torneranno più.

Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

Sto piangendo.

(via laragazzadellaportaaccanto)

"Devi fare ciò che ami, non ciò che gli altri vogliano che tu faccia. E devi essere come tu vuoi essere, non come ti vogliono gli altri."

(via mihaiguardatapercaso)

Io giuro che sto piangendo. È la cosa più bella che abbia mai letto.

(via amorimpossibili)

Sto piangendo, complimenti a chi l’ha scritto.
Mi sono immedesimata, mi sono vista li’ fra quelle parole e righe. È meraviglioso.

(via laricamatricedisogni)

Vi giuro che sto piangendo, è una meraviglia!!

(via alotoflovesworld)

Non c’è cosa più bella.

(via nessunosiaccorgedelmiodolore)

"ci saranno momenti che non torneranno piú."

(via imnotstrongenought)

Magnifico

(via eadessovivosoloperte)

È la storia più bella, basta.

(via stomorendoaiuto)

Aiuto, è perfetta.

(via ituoiocchiverdiovunque)

La bellezza.

(via iunmistodiaciditaedolcezzame)

MERAVIGLIOSA.

(via alkapipat)

È la cosa più bella che io abbia mai letto. Sto piangendo come ‘na cretina…

(via quellaragazzatroppotimida)

Dio mio

(via cosa-ce-di-semplice)

mio Dio, mi hai fatta piangere…è una delle cose più belle che abbia letto.

(via theartist95 )

Bellissima.

(via cercavoilsoleduranteunuragano)

Tra lacrime e brividi.

(via le20e8minuti)

(via adessotiportoconme)