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Avrei voluto fare tutto con te.
Certe volte me ne resto lì, con gli occhi fissi sul muro, a immaginarci nella mia testa che ci baciamo sotto la pioggia, insensibili al freddo e all’acqua che ci bagna, o ad accoccolarci nelle coperte quando fuori c’è la neve e tra di noi sbocciano arcobaleni.
Avrei voluto avere la mia prima volta con te, anzi, avrei voluto fare tutto per la prima volta con te.
Certe volte penso anche ai nostri baci e mi immagino delle sere a guardarci dentro e a sorriderci mentre mangiamo le crepes o condividiamo lo zucchero filato. Oppure immagino me e te ad ubriacarci come matti, a mangiare la pizza sul divano e a spingerci a terra, a baciarci sul pavimento, e noi sul parquet e i vestiti sul letto.
Avrei voluto esplorare il mondo, con te. E non intendo visitare ogni singolo angolo di questo cerchio immenso, ma sentirmi la vita addosso pesarmi un po’ di meno, anzi, non pesarmi proprio, e sentire solo la leggerezza e la libertà di serate belle passate a sorridere anziché a strozzarsi sul cuscino bagnato.
Avrei voluto sentirti un po’ più sulla pelle, magari al mare, con il corpo ricoperto di piccole gocce e le labbra a sapere di sale, la sabbia nelle scarpe e tu un po’ più nel mio cuore anziché solo nella mia testa.
Avrei voluto scappare da casa mia tutte le volte che non ne potevo più, per poi venire da te, farmi trovare sulla porta con l’erba e le cartine nelle tasche a chiederti di andarcene un po’ assieme, ma sono sicura che il solo stare assieme ci avrebbe portato via da tutto il resto.
Avrei voluto conoscere la tua famiglia, sentirmi in imbarazzo a mangiare davanti ai tuoi parenti per poi sentirmi sempre più a casa.
Avrei voluto conoscerti meglio, sapere ogni singola parte di te e della tua vita, amare ogni tuo singolo difetto, anche quelli che decidevi di non mostrare.
Avrei voluto crollare assieme a te quando stavi male, conoscere dove si fermano le tue lacrime e come comiciano i tuoi sorrisi.
Avrei voluto litigare con te e sentire quanto fa bene, poi, ritrovarsi a fare l’amore nel buio, perché smettevo di aver paura anche di quello ogni volta che c’eri tu a stringermi le mani e i capelli tra le mani.
Mettevi fine ai miei complessi e davi sapore ai miei giorni.
Avrei voluto dirti che ti amavo e che avrei voluto tutto questo solo con te, ma non l’ho fatto..e solo ora so quanto può far male il rimpianto.

seccasetedite. (via seccasetedite)

(via seccasetedite)

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E comunque, “andare avanti” non è così facile come si dice. Perché io sento gente che dice “il tempo curerà le ferite”, oppure “ti basta una persona che ti faccia star bene per dimenticare quell’altra”.
No, no, no e ancora no.
Il tempo non cura un beato cazzo, va bene? Più passa il tempo e più ci sentiamo vuoti, più perdiamo la speranza e ci perdiamo anche noi, non ci ritroviamo più, sprofondiamo. A questo punto, col passare del tempo, ci fidiamo sempre meno, non cogliamo le occasioni, abbiamo i paraocchi e non vediamo più nessuno, abbiamo per la mente la stessa persona, sempre. Altrimenti non è amore, ragazzi. L’amore non passa col tempo, l’amore non svanisce nell’aria come se nulla fosse, l’amore corrode dall’interno, è in noi, ci consuma, ci lacera, ci distrugge se non è corrisposto.
E in più, se amo una persona, non me ne frega proprio niente degli altri. Non mi interessa, davvero. Può essere il più figo della scuola, quello per cui avevamo preso una cotta tempo prima, quello col bel sorriso, quello dai modi gentili o quello dagli occhi azzurri e il buon profumo sulla felpa, ma se noi amiamo davvero una persona, tutto questo non ci interessa affatto. E’ come stare in classe durante l’ora di una lezione di cui non ci importa e allora ce ne stiamo là con i gomiti sui banchi a fissare il prof. fingendoci interessati. Ed è così, in amore. Se amo una persona, tutte le altre sono materie che mi annoiano perché non rientrano nei miei interessi, non mi piacciono, anzi, quasi m’infastidiscono.
Se amo una persona, niente può sostituirla. Dico davvero, credeteci. Perché magari voi mi direte che sono pazza adesso, ma se io vi dicessi che fra lui e un Francisco Lachowski, sceglierei lui? Fra lui e qualsiasi tipo dell’Abercrombie, sceglierei lui? Fra lui e Raul Bova, o Gabriel Garko o Jhonny Depp, sceglierei lui e ancora lui? Cioè, tanto per fare degli stupidi esempi, tanto per farvi capire quanto la bellezza fisica conti molto poco in amore. Che se ti amo anche con i tuoi mille difetti, anzi, amo proprio quelli, e ti amo magari per le piccole cose che fai, per le parole che dici spesso e forse troppo, per quei modi di dire e fare e comportarti, di muoverti, di muovere la bocca o le braccia, che se amo il tuo modo di sbuffare, persino soffiarti il naso, o grattarti la testa o stropicciarti gli occhi, allora c’è davvero poco da fare. Ti amo e non ci posso far nulla, è così, probabilmente è nella mia natura amarti. Ti amo e nessuno potrebbe mai sostituirti.
Quindi smettetela di dire che si dimentica tutto, che si va avanti e che non pioverà per sempre, sai, queste stupide frasi fatte che non convincono nemmeno un bambino.
Se si ama tanto da star male, tanto da perdersi, tanto da non sapere più chi si è, tanto da non pensare ad altro, tanto da autodistruggersi e fregarsene completamente di sé stessi, allora non si va avanti, non si dimentica e non esce il sole così, di punto in bianco.
L’amore è in me e non posso lasciarlo indietro, capisci?
Proprio non posso.

seccasetedite.

Parole sante.

(via sopravvivodiricordi)

Dio…

(via dovrestivederlaquandoparladite)

(via seccasetedite)